Itinerari nel Parmense

La provincia di Parma offre al turista numerose mete interessanti sia dal punto di vista artistico che naturale. In particolare ci soffermiamo su due cittadine incantevoli: Fontanellato e Salsomaggiore Terme e sui numerosi castelli che punteggiano la campagna della zona.

Fontanellato: deve l'etimologia del proprio nome all'antico toponimo "Fontana Lata" che richiama alla mente la ricchezza d'acqua e le particolari sorgenti naturali tipiche delle zone tra l'alta e la bassa pianura padana, le "risorgive".

Tutta la storia del paese e della Rocca è legata alla famiglia Sanvitale che ne furono i feudatari, un legame con Fontanellato continuo e secolare che si interruppe solo nel 1848 quando l'ultimo Conte, Giovanni, vendette il castello, detto la Rocca, al Comune e con lui si estinse il ramo di Fontanellato della famiglia.

All'interno della Rocca l'itinerario si snoda fra sale, torri e gallerie, per poi terminare nel magnifico giardino pensile; si possono ammirare gli affreschi di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, genio del Manierismo, che nacque a Parma nel 1503 e morì a Casalmaggiore alla giovane età di 37 anni e che a Fontanellato conobbe la consacrazione del proprio genio.

Salsomaggiore Terme: è nata intorno alle terme; è una città orgogliosa della sua fama e del suo patrimonio. Vivace, ospitale e ricca di cultura, buona intenditrice di tutte le cose belle della vita, questa città è il luogo perfetto per chi cerca occasioni di divertimento.

La natura ha regalato a questa terra acque dalle proprietà medicamentose, conosciute già nei primi anni del 1800; fu pio nel 1858 che venne costruito il primo stabilimento, seguito pochi anni dopo dai primi grandi alberghi. Successivamente i progressi della scienza termale, gli apporti del genio artistico di architetti e decoratori di fama internazionale e gli investimenti dell'imprenditorialità di fine secolo, trasformarono Salsomaggiore che così sviluppò una propria esclusiva identità divenendo da piccolo borgo meta turistica nota ed apprezzata in tutta Europa.

I Castelli del Parmense:

Rocca di Montechiarugolo:

la costruzione risale all’inizio del Quattrocento e costituisce un esempio di architettura militare le cui mura, ornate da merli ghibellini, recano lo stemma dei Visconti, da cui la famiglia Torelli venne investita nel 1406 del potere feudale. Il Castello si affaccia su piazza Mazzini ed al suo interno è esposta una raccolta di reperti archeologici del territorio; visitabili sono inoltre il salone con volte a crociera, la Sala degli Elementi e il loggiato, con decorazione del ‘400, che offre un'incantevole vista sulla Val d’Enza.

Castello di Scipione:

innalzato nel XI secolo dai marchesi Pallavicino. La leggenda vuole che debba il suo nome ad una preesistente villa romana di proprietà della famiglia del distruttore di Cartagine. Completamente ricostruito nel XV secolo, per adeguarlo alle nuove esigenze di vita della corte, il castello è ora inserito nel piccolo, ma suggestivo borgo che ancora porta evidenti tracce del passato medievale. Attualmente di proprietà privata non è aperto al pubblico.

Castello di Bargone:

edificato prima del Mille, appartenne ai vescovi di Parma e passò nel XII secolo sotto la signoria dei Pallavicino. Nel 1600 fu sotto il controllo dei duchi Farnese. Nei boschi dei dintorni si ritirò a vita monastica il Baeto Orlando, della famiglia Medici, a cui è dedicata la chiesetta ricostruita nel XVIII secolo. Attualmente di proprietà privata non è aperto al pubblico.

Castello di Tabiano:

edificato nel XII secolo come roccaforte dei Marchesi Pallavicino, per la sua posizione strategica, subì nel corso dei secoli numerose distruzioni e ricostruzioni. Il castello fu completamente restaurato alla fine del '800 in stile neogotico, anch'esso, di proprietà privata, non è aperto al pubblico.

Castello di Contignaco:

edificato nel 1030 ebbe una storia travagliata che lo vide passare di proprietà innumerevoli volte. Fu dei Pallavicno, degli Alighieri, dei Farnese e dei Borbone. Attualmente è sede di una azienda vinicola.

Fortezza di Bardi

Sorge nel territorio comunale di Bardi, lembo sud-occidentale della provincia di Parma, fra la Liguria ed il Piacentino; il castello è aperto al pubblico da febbraio a novembre, il sabato, la domenica ed i giorni festivi. La proprietà fu a lungo contesa fra le signorie del tempo e, in seguito all’investitura imperiale nel 1257, divenne feudo dei Landi che lo adibirono a dimora principesca. Per oltre quattrocento anni restò di proprietà di questa famiglia, sino al 1682 quando passò di mano ai Farnese. Nonostante gli interventi, il castello conserva ancora la struttura originale, con il vecchio mastio, la decentrata torre quadrata e l’ampia piazza d’Arme. In alcune delle sue sale è allestito il Museo della Civiltà Valligiana e all'interno delle antiche prigioni si può visitare la Mostra permanente degli strumenti di tortura.